Sondaggi da spiaggia

Sondaggi da spiaggia

giu 01
Sondaggi da spiaggia

L’altro giorno mi sono imbattuto in questo video, postato da un amico sostenitore del M5S con il commento: “Che tristezza :(

Ora, per quanto apprezzi l’ironia del programma, e anche il teatrino della iena con l’urna portatile che fa votare anche nell’acqua bassa, il tutto mi è sembrato di una banalità disarmante.
Secondo il servizio, tra gli astenuti, un 40% “avrebbe votato” M5S, seguito nelle percentuali da FI e ultimo il PD. Il messaggio viene presentato così, come uno scherzo e con una certa innocenza: “vedete, i risultati delle europee non sono uno specchio di quello che pensa la gente”, “Elezioni con così tanti astenuti non valgono nulla” o ancora “Alla fin fine la ggente sta con Beppe”.

Per inciso il tutto non sarebbe nemmeno così terribile, se almeno il servizio fosse stato presentato con un minimo di autoironia o anche solo di onestà. Il rischio è che il pubblico delle Iene, come il mio amico di facebook, creda a quanto viene detto. Infatti nessuna di queste cose viene nemmeno accennata:

  • Tanto per cominciare, quello delle Iene non è un campione affidabile. Non tutti si precipitano al mare alla prima giornata di sole. Ad esempio in una spiaggia ci sono più giovani che anziani, e quella spiaggia è frequentata da persone di una stessa area geografica … un sondaggio richiede una scelta molto ponderata degli elementi da esaminare. Non si possono prendere mille persone su una spiaggia e aspettarsi che rispecchino l’opinione di tutto quel 42% di astenuti.
  • Parlando di risultati viziati, molti hanno messo in discussione l’affidabilità delle agenzie che hanno sbagliato di molto i sondaggi sulle elezioni. Se si può – ed è lecito – mettere in dubbio delle aziende che teoricamente hanno interesse a svolgere la procedura in maniera più professionale e accurata possibile, figuriamoci quanto ha valore un sondaggio fatto scherzando dalle iene …
  • Ha davvero senso chiedersi le intenzioni di voto di chi non è stato intenzionato a votare? Democrazia significa partecipazione: per quello che importa e per quanto ne sappiamo, quel 42% di astenuti potevano anche voler tutti votare per Grillo. Abbiamo la certezza però che non hanno votato, e quindi hanno preferito l’astensione a qualsiasi partito.
  • Anche se i risultati avessero un senso (e non ce l’hanno), varrebbe la pena fare qualche riflessione sulla qualità di questi voti ipotetici. Come si fa a esprimere la preferenza a un partito e non andare a votare? La questione è tanto più evidente per il M5S, visto che nella sua propaganda elettorale ha reso ben chiara l’utilità del voto: votare M5S per cambiare l’europa (e poi l’Italia). Nessun sostenitore informato e attivo del movimento, secondo logica, avrebbe dovuto preferire l’astensione.

Un partito che aspira ad essere democratico dovrebbe volere elettori informati e attivi. Gente che ridacchia mentre esprime il suo parere in spiaggia, come se stesse compilando la settimana enigmistica, non rispecchia la descrizione. Viene da chiedersi come mai in così tanti hanno ritenuto le europee non degne di partecipazione: la loro è stata un’astensione di protesta o di svogliatezza? Quanti di loro ha intenzione votare alle prossime amministrative? Qual é la differenza che rende le europee meno importanti?

Non andare a votare ed esprimere lo stesso una preferenza di voto non ha alcun senso, così come non avranno senso i voti di chi si è astenuto questa volta e andrà a votare la prossima solo perché una piccola voce di rimorso gli sussurrerà in testa che le amministrative sono più importanti. 

Tornando al servizio delle Iene, le varie recensioni che passano nel web mi fan cadere ancor più le braccia, visto che trovo commenti del tipo “Il bel tempo ha fatto perdere il M5S” “Cosa avrebbero votato gli astenuti? Lo dicono le Iene” senza nemmeno un accenno ai miei dubbi o alle mie riflessioni. L’unica conclusione logica? Prendo le cose troppo sul serio.

Matt Matt (4 Post)

Sono Matt, ho 21 anni. I miei hobby sono raccontare, dare opinioni, discutere ma sopratutto sputare sentenze.


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