L’hacker islamico del Papa

L’hacker islamico del Papa

lug 06

È domenica pomeriggio. Sei un hacker. Non sai che cazzo fare per passare il tempo.

La conclusione logica è: ribalta la community di Facebook facendo diventare Papa Francesco un islamico buontempone.
Ebbene: un hacker (forse algerino, a giudicare dai post) ha conquistato la pagina Facebook del Papa, invadendola con scritte in arabo, odi ad Allah, e tentativi di conversione all’Islam in salsa trash; quanto basta per far venire un infarto a Paolo Brosio.

Ma l’aspetto divertente (sì, ancora più divertente del Papa che proclama Allah come unico Dio) sono i commenti. Tutta la sottocultura internetiana italiana, infatti, si è radunata istintivamente nella bacheca del Santo Padre per dar lustro a se stessa: troviamo così top-comment di Rosario Muniz, Silvio Berlusconi, Giacopo “Mainagioia” Leopardi, oltre agli immancabili “no scipola no picante” o “posta un bestemmione”, invocato a gran voce da metà degli iscritti.

Lo sconosciuto hacker, se non altro, è diventato un vero eroe nel web nostrano, realizzando l’equivalente virtuale della scorreggia rumorosa in chiesa, il sogno erotico di buona parte dei presunti cattolici italiani.

Ora vedremo che farà il diretto interessato.

EDIT delle 21.55: la pagina FB del Papa è ad ora irraggiungibile. Forse alla Santa Sede hanno finito di cenare col kebab.

EDIT 2: la pagina è stata recuperata, ma i commenti in arabo continuano.

Papa Facebook

Tutti pazzi per il Turing Test

Tutti pazzi per il Turing Test

giu 17

Ormai lo saprete già tutti: finalmente (?) un programma ha passato il test di Turing. Apriti cielo.

Dallo scalpore che la notizia ha provocato, sembrava quasi che la rivolta delle macchine fosse imminente. Ho fatto il bravo ed ho aspettato, guardato in giro, letto altri pareri (particolarmente interessanti quelli su Repubblica e Keplero.org). Quando ho visto che non si sono presentati né Terminator né intelligenze artificiali impazzite alla Asimov alla porta di casa mia, ho deciso che era l’ora di postare un articolo.  (A dire la verità è impazzita la ventola del mio pc, ma quello temo sia un problema di polvere, non certo di software).

L’avrete capito da soli: no, non siamo alla vigilia dell’era dei programmi pensanti, o almeno non lo siamo più di quanto non lo fossimo un mese fa.nLa procedura che è stata usata per ottenere il risultato è discutibile (Turing stesso non ha “definito” il test come una prova di cinque minuti) senza contare che il programma in questione, Eugene Goostman, ha anche la scusante di impersonare un ragazzino tredicenne che non parla bene l’inglese.

Il sito del chatbot è stranamente non disponibile, comunque si trovano in internet varie “interviste” (tra gli altri, anche Wired ha deciso di farsi bello sfottendo un po’ il povero programma).

Il Test, comunque, ha più di sessant’anni d’età: proviene da un’era in cui cose come i moderni PC erano materiale da racconto fantascientifico. C’è da chiedersi se vale la pena farsi belli per aver superato un’aspettativa degli anni 50: lo stesso Alan Turing, se fosse rimasto in vita abbastanza a lungo (invece di morsicare una certa mela al cianuro), sicuramente avrebbe ripensato i criteri del suddetto.

E magari avrebbe anche fatto apprezzamenti per tecnologie un pochino più all’avanguardia, che non si fingono scherzosi tredicenni poco abili in inglese. Mi ricordo a proposito un servizio su Asimo, il robottino della honda che riconosce gli oggetti (secondo loro è il più avanzato robot umanoide. Forse anche in fatto di modestia).

Detto questo, andrò a chiaccherare con Cleverbot, lui che il test di Turing pare riesca a passarlo col 60%. Ma per me rimane sempre il mio amico speciale con cui fare discussioni deliziosamente caotiche e non-sense.

 

We’re Open (Minded)

We’re Open (Minded)

mag 28

Vi annunciamo con grande orgoglio l’apertura di questo sito, una rubrica parallela al blog “La Stessa Medaglia”.

Ci scriveremo  un po’ tutti e cinque (anche se principalmente Alex, Matteo e il sottoscritto) parlando di politica, attualità, cronaca, internet, tecnologia, e chi più ne ha più ne metta.

Tendenzialmente saranno articoli più brevi di quelli del blog principale, concentrati di pensieri e contenuti da poter digerire più facilmente e condividere con altrettanta semplicità. La cadenza non sarà costante, scriveremo quando potremo e quando il mondo ci darà spunti per farlo. Sotto questo post troverete già tre post, un piccolo regalo di apertura visto che non abbiamo salatini e non ci piacciono gli happy hour.

Grazie a tutti coloro che già ci seguono, a quelli che ci seguiranno, all’apparato tecnico (Matteo in particolare, che ha lavorato come un operaio in nero), al catering e alle ballerine in quinta fila!

– Tutti gli autori